Statuto Stampa

STATUTO

LEGA ITALIANA FIBROSI CISTICA LAZIO ONLUS

TITOLO I

IDENTITA’ ASSOCIATIVA E PRINCIPI PROGRAMMATICI

 

ART. 1 – COSTITUZIONE

  1. È costituita un’associazione di rilevanza sociale morale e volontariato denominata “Lega Italiana Fibrosi Cistica Lazio – Onlus” anche detta “LIFC Lazio – Onlus” di seguito semplicemente “Associazione”.
  2. L’Associazione si configura quale ente senza scopo di lucro neppure indiretto e con fini di solidarietà, ed in particolare quale organizzazione di volontariato che agisce nei limiti della legge 11 agosto 1991, n. 266, della legislazione regionale in materia di volontariato, nonché dei principi generali dell’ordinamento giuridico.
  3. Essa aderisce a Lega Italiana Fibrosi Cistica – Onlus (LIFC Onlus), di cui esprime il livello regionale del Lazio, e ne recepisce le norme dello Statuto Nazionale, relativamente ai titoli I art. 3 (oggetto sociale), II (soci), III, IV (limitatamente al Capo VI), V, V.
  4. L’Associazione, pur facendo parte della “Lega Italiana Fibrosi Cistica – Onlus” conserva la propria autonomia giuridica, decisionale, operativa e patrimoniale come indicato anche nello Statuto della “Lega Italiana Fibrosi Cistica – Onlus” art.9.

ART. 2 - SEDE

  1. L’Associazione ha sede attualmente in Roma (RM).
  2. La sede legale può essere trasferita ad altro indirizzo nella medesima città con una delibera del Consiglio Direttivo;  può essere trasferita in altra città della regione con una delibera di Assemblea. L’Associazione potrà istituire o chiudere sedi secondarie o sezioni mediante delibera del Consiglio Direttivo.

ART. 3 – FINALITA’ E ATTIVITA’

1.  L' Associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà nel campo dell'assistenza sociale e socio-sanitaria a favore di soggetti affetti da Fibrosi Cistica, con l'apporto originale dell'attività di volontariato prestata per suo tramite dai suoi associati, in modo personale, spontaneo, gratuito.

2.  L'Associazione, nel proprio ambito territoriale ha lo scopo di:

  1. assicurare la rappresentanza e la tutela degli interessi giuridici, morali ed economici dei soggetti affetti da Fibrosi Cistica e delle loro famiglie in ogni ambito, ivi compresi le pubbliche amministrazioni e gli enti che hanno per scopo l'educazione, il lavoro e l'assistenza ai predetti soggetti, previsti dalle norme vigenti;
  2. promuovere l'assistenza alle persone affette da Fibrosi Cistica nonché l'istruzione e l'educazione delle dette persone e delle loro famiglie in relazione a detta patologia erogando a tal fine appositi servizi informativi;
  3. promuovere il miglioramento dei servizi pubblici atti a assicurare una assistenza globale ai pazienti affetti da Fibrosi Cistica;
  4. promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione sui problemi della Fibrosi Cistica ed in modo particolare sulle possibilità diagnostiche, preventive, terapeutiche e riabilitative;
  5. promuovere indagini sulla diffusione  e sulla tipologia della patologia e su ogni aspetto utile a combatterla;
  6. contribuire all' informazione ed alla formazione del personale medico e paramedico circa le possibilità diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali in Fibrosi Cistica;
  7. promuovere e curare l’informazione e la preparazione degli aderenti impegnati in prestazioni di volontario;
  8. favorire movimenti di aggregazione territoriale aventi per finalità la lotta contro la Fibrosi Cistica;
  9. stabilire rapporti di cooperazione con altre Associazioni, organizzazioni ed istituzioni aventi lo scopo di partecipazione, sussidiarietà, promozione e di volontariato nel campo sociale e sanitario e della ricerca scientifica che abbiano scopi coerenti con quelli sanciti dal presente Statuto;
  10. bandire borse di studio per la ricerca e organizzare convegni, seminari, corsi di formazione, comitati scientifici anche in collaborazione con altre Organizzazioni di volontariato;
  11. svolgere attività generali di supporto,  consulenza, formazione e sostegno alle strutture territoriali nella loro attività in ambito locale;
  12. sostenere e favorire la ricerca scientifica come base imprescindibile alla lotta contro la Fibrosi Cistica in aderenza alle strategie e alle iniziative della LIFC Onlus;
  13. contribuire alla realizzazione dei fini della LIFC Onlus;
  14. promuovere una concezione di salute intesa come bene comune oltre che individuale e far conoscere la Fibrosi Cistica non come evento straordinario e discriminante, ma nel contesto di una patologia che riguarda tutti i cittadini, quelli nati e quelli che nasceranno;
  15. promuovere l'inserimento lavorativo, tutelandone la salute, e l'inserimento sociale dei soggetti affetti da Fibrosi Cistica.

3.  L'Associazione svolge inoltre attività di sensibilizzazione ed informazione del pubblico sui temi attinenti alle proprie finalità. L’Associazione potrà svolgere, esclusivamente per scopo di autofinanziamento e senza fine di lucro, esercitare le attività marginali previste per le organizzazioni di volontariato, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura mobiliare e immobiliare e fidejussorie necessarie o utili alla realizzazione degli scopi sociali e con riferimento all'oggetto sociale, nei limiti consentiti dalla legislazione vigente.

 

4.  L'Associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, della partecipazione ad altri enti aventi scopi analoghi o connessi ai propri.

 

5.  L’Associazione può avvalersi di lavoratori autonomi o dipendenti nei limiti stabiliti dall'art. 3 comma 4 della Legge 266/1991.

 

ART. 4 – AMBITO DI ATTUAZIONE DELLE FINALITA’

  1. L'Associazione opera nella regione Lazio. Essa potrà operare anche in altre aree geografiche con iniziative ed attività di supporto, concordate con i referenti associativi locali, finalizzate agli scopi associativi.
  2. L’Associazione opera in conformità allo Statuto, ai Regolamenti e alle delibere della LIFC LAZIO Onlus e delega gli interventi per le attività sovraregionali ed internazionali alla LIFC Onlus.
  3. L’Associazione favorisce la costituzione di Comitati Territoriali, normalmente provinciali, quali primi livelli del coordinamento, dell’organizzazione e della presenza visibile dell’Associazione nel territorio.
  4. L’Associazione indirizza e coordina l'iniziativa associativa dei Comitati Territoriali, promuove l'iniziativa della LIFC Onlus sul territorio regionale ed il suo sviluppo.
  5. L’Associazione è' strumento di costante relazione e raccordo con il livello nazionale; garantisce e organizza la partecipazione del territorio ai coordinamenti e alle reti nazionali.
  6. L’Associazione sviluppa i rapporti con le Istituzioni regionali e rappresenta la LIFC Onlus nei confronti delle organizzazioni sociali e politiche di ambito regionale.
  7. L’Associazione ha il compito di promuovere la condivisione e il rispetto dei principi statutari e della corretta conduzione della vita associativa dei comitati territoriali.
  8. L’Associazione ha la facoltà di verificare e controllare la costituzione ed il funzionamento democratico dei comitati territoriali e la loro corretta gestione.
  9. L’Associazione, in concorso con i Comitati Territoriali, cura la gestione di servizi comuni e la realizzazione di attività specifiche.

 

TITOLO II

IL SOCIO

 

ART. 5 - SOCI

  1. Sono soci della LIFC Lazio Onlus i cittadini che si riconoscono ed accettano le regole dello Statuto nelle sue varie articolazioni.
  2. Tutti gli associati della LIFC Lazio Onlus sono soci di LIFC Onlus.
  3. L'ammissione di un nuovo socio, dietro presentazione di domanda di adesione, è deliberata dal Consiglio Direttivo Regionale.
  4. Tutti i soci sono tenuti al pagamento di una quota annuale uguale per tutti, stabilita da LIFC Onlus.
  5. Tutti i soci hanno diritto di partecipare alle attività della LIFC Lazio Onlus con piena parità.
  6. Non è ammessa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
  7. I Soci hanno diritto di partecipare alle assemblee e, se in regola con il versamento della quota sociale, hanno diritto di voto in proprio e per delega, di eleggere ed essere eletti alle cariche sociali. Possono accedere a tutte le cariche elettive i soci che abbiano un’anzianità nell’associazione di almeno due anni. I Soci hanno diritto di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dallo Statuto.
  8. I soci sono obbligati all'osservanza dello Statuto, del Regolamento interno e delle deliberazioni adottate dai competenti organi sociali in conformità alle norme statutarie.
  9. I soci non possono ricevere alcuna retribuzione per la loro attività di volontariato, nemmeno dai beneficiari di detta attività; possono ricevere soltanto rimborsi delle spese effettivamente sostenute, nei limiti fissati dalla legge e stabiliti dagli organi dell' Associazione.
  10. In conformità alla normativa vigente l’Associazione provvederà ad assicurare coloro che prestano attività di volontariato contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività stessa nonché per la responsabilità civile verso terzi.

 

ART. 6 – INTRASMISSIBILITA’

La partecipazione sociale non è trasmissibile a terzi né per atto tra vivi né a causa di morte a nessun titolo.

 

ART. 7 – CESSAZIONE DALLA QUALITA’ DI SOCIO

  1. La decadenza dalla qualità di socio avviene:
    1. per recesso, che deve essere presentato per iscritto al Consiglio Direttivo Regionale ed ha effetto con lo scadere dell’anno in corso;
    2. per il mancato pagamento della quota associativa entro i termini stabiliti dal Consiglio Direttivo della LIFC Lazio.
    3. per dichiarazione di esclusione, divenuta definitiva a seguito di comportamenti incompatibili con le finalità e le idee guida deliberate dalla LIFC Lazio Onlus, tali da arrecare danni morali o materiali alla stessa e/o per inadempienza agli obblighi assunti ai sensi dell'Atto costitutivo, dello Statuto e dei Regolamenti successivamente approvati e per altri gravi e comprovati motivi.
  2. Contro il provvedimento di esclusione è data facoltà al socio di ricorrere al Collegio Nazionale dei Garanti.
  3. Il socio uscente non potrà chiedere la restituzione di tutta o parte della quota versata, in ragione del tempo trascorso.

 

TITOLO III

IL SISTEMA ISTITUZIONALE

ART. 8 - ORGANI

1. Sono organi dell'Associazione:

a)     l'Assemblea generale dei Soci

b)    il Consiglio Direttivo

c)     la Presidenza

d)    Il Collegio dei Revisori contabili (eventuale)

2. L'Associazione può articolarsi sul territorio attraverso Comitati Territoriali.

 

ART. 9 – GRATUITA’ DELLE CARICHE

1.  Le persone che ricoprono cariche associative non possono ricevere alcuna retribuzione per alcuna attività istituzionale, di consulenza e/o di volontariato, nemmeno dai beneficiari di dette attività.

2.  Possono ricevere soltanto rimborsi delle spese effettivamente sostenute e nei limiti stabiliti dagli organi della LIFC Lazio – Onlus e dalla legge.

3.  Le eventuali incompatibilità verranno demandate al Regolamento che verrà predisposto dal Consiglio Direttivo.

 

TITOLO III

IL SISTEMA ISTITUZIONALE

CAPO I

ASSEMBLEA GENERALE

 

ART. 10 – ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA E STRAORDINARIA

  1. L'Assemblea Generale, legalmente convocata o costituita, rappresenta l'universalità dei Soci. Le sue deliberazioni legalmente adottate obbligano tutti gli associati anche se non intervenuti o dissenzienti.
  2. Le Assemblee hanno luogo nella sede dell'Associazione o in altro luogo del territorio regionale, secondo quanto indicato nell'avviso di convocazione.
  3. Le Assemblee sono ordinarie e straordinarie.

ART. 11 – ASSEMBLEA ORDINARIA: CONVOCAZIONE

  1. L'Assemblea Ordinaria è convocata almeno una volta all'anno, entro il 30 aprile, per l'approvazione del Bilancio consuntivo; è convocata altresì ogni tre anni per eleggere i membri del Consiglio Direttivo Regionale; è convocata in ogni caso, qualora particolari esigenze lo richiedano, e comunque quando ne faccia richiesta almeno un decimo dei Soci o un terzo dei componenti del Consiglio Direttivo Regionale.
  2. Le Assemblee sono convocate dal Presidente almeno 15 (quindici) giorni prima della data fissata per l'adunanza, con indicazione del giorno e dell'ora, sia in prima che in seconda convocazione, del luogo e delle materie da trattare, mediante:
    1. avviso affisso in sede e/o bacheca on line dell’Associazione;
    2. avviso diretto al domicilio di tutti gli associati risultanti dai registri della Associazione, oppure a mezzo altra comunicazione equipollente (telefax - telegramma - posta elettronica con obbligo di conferma di recapito).

 

ART. 12 – ASSEMBLEA STRAORDINARIA: CONVOCAZIONE

  1. L’Assemblea Straordinaria è convocata ogni qualvolta venga richiesta su domanda motivata e firmata da almeno un decimo dei Soci o da un terzo dei componenti del  Consiglio Direttivo Regionale.
  2. L'avviso di convocazione deve essere reso noto entro 15 (quindici) giorni dal ricevimento della richiesta con le modalità di cui all’art.10 c.2.
  3. L'Assemblea deve essere tenuta entro 30 (trenta) giorni dalla convocazione.

 

ART. 13 – ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA: Quorum costitutivi e deliberativi

  1. L'Assemblea Ordinaria in prima convocazione è regolarmente costituita con la presenza della metà dei Soci; in seconda convocazione, da tenersi non prima di 24 (ventiquattro) ore dalla prima, è regolarmente costituita qualsiasi sia il numero dei Soci intervenuti.
  2. Le deliberazioni dell’Assemblea Ordinaria sono approvate  con il voto favorevole della maggioranza dei Soci intervenuti.
  3. L'Assemblea Straordinaria delibera le modifiche statutarie e lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzione del patrimonio
  4. Per le deliberazioni riguardanti le modifiche statutarie è necessaria la presenza della maggioranza degli associati ed il voto favorevole di almeno due terzi degli intervenuti in proprio e per delega. L’eventuale scioglimento anticipato dell’Associazione e relativa devoluzione del patrimonio residuo deve essere deliberato con il voto favorevole di almeno i tre quarti dei presenti.
  5. Nell'Assemblea Ordinaria e Straordinaria, è ammesso il voto con delega: ogni socio può rappresentare unicamente un solo altro socio, previa formale delega per iscritto. I soci possono farsi rappresentare da altri soci che non siano membri del Consiglio Direttivo.
  6. I voti sono palesi tranne quelli riguardanti la  persona e le qualità di essa.

 

ART. 14 – ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA: poteri

  1. L'Assemblea Ordinaria:
    1. delibera sugli indirizzi e direttive generali dell’Associazione;
    2. delibera sul programma di attività e sul Regolamento dell'Associazione;
    3. delibera sul numero dei membri del Consiglio Direttivo e provvede all’elezione   degli stessi con voto segreto;
    4. delibera sulla responsabilità dei membri del Consiglio Direttivo;
    5. approva, sentito il parere del Collegio dei Revisori dei Conti, il bilancio consuntivo e quello preventivo;
    6. nomina il Collegio dei Revisori dei Conti;
    7. stabilisce eventuali integrazioni alla quota associativa;
    8. delibera su ogni altro argomento, che non rientri nelle competenze dell'Assemblea Straordinaria, sottopostole dal Consiglio Direttivo Regionale.
  2. L'Assemblea Straordinaria delibera:
    1. sulle modificazioni statutarie;
    2. sullo scioglimento dell’Associazione e sulla conseguente devoluzione del patrimonio sociale ai sensi delle norme vigenti in materia.
  3. L'Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione, in sua assenza dal Vicepresidente e in caso di impedimento anche di quest’ultimo da persona eletta tra i soci intervenuti alla stessa.
  4. Il Presidente dell'Assemblea nomina un Segretario per la redazione del verbale, sempre che il verbale medesimo non sia stato redatto da un notaio.
  5. Spetta al Presidente dell'Assemblea dirigere e regolare le discussioni e stabilire le modalità e l'ordine delle votazioni in conformità allo Statuto e alle leggi.

 

TITOLO III

IL SISTEMA ISTITUZIONALE

CAPO II

CONSIGLIO DIRETTIVO

 

Art. 15 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE: COMPOSIZIONE E PARTECIPAZIONE

  1. Il Consiglio Direttivo Regionale eletto dall’Assemblea è composto tra un minimo di 7 ed un massimo di 13 membri, come deliberato dall’Assemblea.
  2. I Comitati Territoriali esprimono un proprio rappresentante in seno al Consiglio Direttivo.
  3. Il Consiglio Direttivo Regionale dura in carica 3 (tre) anni ed è rieleggibile.
  4. I membri del Consiglio Direttivo Regionale hanno diritto ad un solo voto.
  5. Non è ammesso il voto per delega.
  6. E’ ammesso a partecipare senza diritto di voto il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti; su espressa chiamata del Presidente qualsiasi persona che, per competenze o compiti specifici o amministrativi, sia stata invitata in considerazione dei temi trattati.

 

ART. 16 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE:  FUNZIONAMENTO

  1. Le riunioni del Consiglio Direttivo Regionale sono convocate dal Presidente di sua iniziativa o su richiesta di almeno un terzo dei consiglieri.
  2. Sono tenute presso la sede dell’Associazione o in altro luogo indicato nell'avviso di convocazione, purché nella regione.
  3. Le convocazioni del Consiglio Direttivo Regionale saranno effettuate a mezzo lettera o altra comunicazione equipollente (telefax - telegramma - posta elettronica con obbligo di conferma di recapito), da inviarsi ai consiglieri almeno 15 (quindici) giorni prima della data fissata per l'adunanza, con indicazione degli argomenti da trattare, del luogo dell'ora e della data in cui si terrà la riunione.
  4. Le riunioni dovranno essere indette almeno quattro volte l'anno, preferibilmente ogni tre mesi.
  5. Le deliberazioni del Consiglio Direttivo Regionale vengono prese con il voto favorevole della maggioranza dei presenti;

 

ART. 17 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE: POTERI

  1. Il Consiglio Direttivo Regionale ha tutte le facoltà e i poteri necessari per il conseguimento dei fini della LIFC Lazio Onlus e per la sua gestione ordinaria e straordinaria, che non siano dalla legge o dallo Statuto riservati espressamente all'Assemblea.
  2. Esso ha il compito di:
    1. dare esecuzione alle deliberazioni delle assemblee generali, ordinarie e straordinarie;
    2. eleggere il Presidente e, tra i propri Consiglieri, il Vicepresidente con funzioni vicarie, il Segretario, il Tesoriere;
    3. nominare i rappresentanti dell'Associazione presso Enti, Amministrazioni etc. qualora richiesto;
    4. approntare i bilanci preventivi e consuntivi di ogni esercizio per l'approvazione dell'Assemblea;
    5. programmare le attività dell’anno e degli interventi da finanziare;
    6. redigere ed aggiornare il Regolamento di Attuazione che definisce da un punto di vista operativo le attività, le scadenze, l’organizzazione e i processi dell’Associazione; detto Regolamento dovrà essere sottoposto per l'approvazione all'Assemblea;
    7. deliberare sull’ammissione o il rifiuto alla domanda di adesione come Socio;
    8. deliberare la decadenza dalla qualifica di Socio per recesso, decesso, mancato pagamento della quota associativa, espulsione;
  3. Il Consiglio Direttivo può delegare alcune specifiche funzioni o incarichi, anche disgiuntamente, a consiglieri, a soci o anche a terzi, determinando i limiti di tale delega.
  4. Il Consiglio Direttivo ha il potere di revocare qualsiasi mandato affidato, a maggioranza.
  5. Il Consiglio Direttivo può istituire commissioni di lavoro per lo svolgimento dei fini sociali e per lo sviluppo di specifici programmi; tali commissioni di lavoro possono essere composte da Soci e da consulenti esterni.

ARTICOLO 18 – DECADENZA

  1. Il Consiglio Direttivo Regionale può dichiarare decaduto il Consigliere che sarà assente ingiustificato per 3 (tre) volte consecutive.
  2. Nelle ipotesi di cessazione di appartenenza al  Consiglio Direttivo Regionale del Consigliere si provvederà alla sua sostituzione nominando, progressivamente in ordine decrescente tra i primi non eletti, il candidato che nell'ultima elezione ha ottenuto il maggior numero di voti.
  3. In caso di parità di voti tra i primi candidati non eletti, si nominerà il più giovane anagraficamente.
  4. I membri così sostituiti, rimarranno in carica fino alla scadenza del mandato dei membri sostituiti.
  5. Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, il Presidente deve convocare l'Assemblea per nuove elezioni.
  6. L'appartenenza al Consiglio Direttivo Regionale cessa:
    1. per dimissioni, che devono essere presentate per iscritto al Presidente;
    2. per decesso;
    3. per decadenza; la decadenza viene dichiarata dal Consiglio Direttivo trascorsi tre mesi dalla data per la quale è previsto l’obbligo del versamento  della quota associativa.
    4. per esclusione, in caso di comportamenti del consigliere incompatibili con le finalità della LIFC Onlus, tali da arrecare danni morali o materiali alla LIFC Lazio Onlus o alla LIFC Onlus; di inadempienza agli obblighi assunti ai sensi dell'Atto costitutivo e dello Statuto; di altri gravi e comprovati motivi.
  7. Contro il provvedimento di esclusione è data facoltà all'escluso di ricorrere al Collegio Nazionale dei Garanti.

 

TITOLO III

IL SISTEMA ISTITUZIONALE

CAPO III

LA PRESIDENZA

ART. 19 – COMPOSIZIONE

La Presidenza è composta dal Presidente, dal Vice Presidente, dal Segretario e dal Tesoriere.

Assicura il governo della LIFC Lazio - Onlus, in coerenza con il programma approvato dal Consiglio Direttivo, coadiuvando il Presidente nella gestione politica e organizzativa.

Propone al Consiglio Direttivo i coordinamenti tematici, i criteri e le modalità per la loro composizione e ne cura l’attuazione.

 

ART. 20 - PRESIDENTE

  1. Il Presidente coordina le attività dell’Associazione  e ha la rappresentanza legale della stessa di fronte a terzi ed anche in giudizio.
  2. Su deliberazione del Consiglio Direttivo Regionale il Presidente può attribuire mandati e procure speciali anche ad estranei al Consiglio stesso.
  3. Al Presidente compete, sulla base delle direttive emanate dall'Assemblea e dal  Consiglio Direttivo Regionale, al quale comunque il Presidente deve riferire circa l'attività compiuta, l'ordinaria amministrazione dell’Associazione.
  4. In casi di necessità ed urgenza, il Presidente - sentito il Segretario e il Tesoriere - può assumere decisioni e compiere atti straordinari, ma deve contestualmente convocare il Consiglio Direttivo Regionale o l'Assemblea Ordinaria dei Soci, per la ratifica del suo operato entro 30 (trenta) giorni.
  5. Il Presidente convoca e presiede l'Assemblea e il  Consiglio Direttivo Regionale, cura l'esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione, verifica l'osservanza dello Statuto e dei Regolamenti e ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.
  6. Il Presidente, in caso di dimissioni che potranno essere presentate esclusivamente dinanzi al Consiglio Direttivo Regionale mediante opportuna convocazione formale che espliciti, nell'ordine del giorno, le dimissioni del Presidente pro-tempore e l'elezione di un nuovo Presidente, avrà l'obbligo di presentare - anche in separata sede e non oltre un mese dalle dimissioni - il bilancio consuntivo dell'Amministrazione svolta, tutti i libri e le documentazioni contabili e quant'altro in suo possesso utile alla gestione amministrativa della stessa.

ART. 21 - VICEPRESIDENTE CON FUNZIONI VICARIE

  1. Il Vicepresidente con funzioni vicarie sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all'esercizio delle proprie funzioni.
  2. Il solo intervento del Vicepresidente vicario costituisce per i terzi prova dell'impedimento del Presidente.
  3. Coadiuva il Presidente per le  normali attività necessarie e opportune per il buon funzionamento dell'amministrazione dell’Associazione.

 

ART. 22 - IL SEGRETARIO

  1. Il Segretario coadiuva il Presidente nella Direzione e nel Consiglio Direttivo Regionale per l'esplicazione delle attività associative dell’Associazione sul territorio e nei confronti dei suoi associati.
  2. Cura la predisposizione dei verbali delle adunanze del Consiglio Direttivo Regionale e dell'Assemblea Generale dei Soci.
  3. Cura la tenuta del libro verbali delle adunanze del  Consiglio Direttivo Regionale e delle Assemblee Generali dei Soci nonché del libro degli aderenti all’Associazione.

 

ART. 23 - IL TESORIERE

  1. Il Tesoriere cura la gestione della cassa dell’Associazione e ne tiene la contabilità, effettuandone le relative verifiche.
  2. Controlla la tenuta dei libri contabili.
  3. Predispone  lo schema del progetto di bilancio preventivo, che sottopone al Consiglio Direttivo Regionale entro il mese di novembre.
  4. Predispone dal punto di vista contabile il bilancio consuntivo accompagnandolo di idonea relazione e lo sottopone al Consiglio Direttivo Regionale  entro il mese di marzo.
  5. Il Tesoriere, su delibera del Consiglio Direttivo Regionale, ha facoltà di avvalersi di consulenti esterni ai fini del regolare adempimento delle operazioni stesse nel pieno rispetto delle normative fiscali e legislative vigenti.

 

TITOLO III

IL SISTEMA ISTITUZIONALE

CAPO V

COMITATI TERRITORIALI

ART. 24 – IL COMITATO TERRITORIALE

  1. I Comitati Territoriali coincidono di regola con  le Provincie, in alcuni casi particolari è concesso per una Provincia di avere più Comitati Territoriali, chiaramente previa approvazione del Comitato Provinciale e del Direttivo della nostra Associazione
  2. Il Comitato Territoriale valorizza l'insediamento associativo e rappresenta l'Associazione nei confronti di enti locali, istituzioni, organizzazioni sociali e politiche presenti nel proprio ambito territoriale, applicandone lo Statuto, il Regolamento e tutte le deliberazioni.
  3. La politica generale del Comitato Territoriale è definita dall’Assemblea Generale dei Soci dell’Associazione regionale.
  4. La costituzione del Comitato Territoriale può avvenire su iniziativa del Consiglio Direttivo regionale o di almeno cinque Soci di una provincia, ma in ogni caso previa accettazione del Consiglio Direttivo regionale.
  5. Al fine di costituire il Comitato Territoriale, i Soci promotori devono inoltrare richiesta scritta indirizzata al Presidente dell’Associazione chiedendo la convocazione dell’Assemblea provinciale dei Soci.
  6. L’Assemblea provinciale verrà convocata per iscritto a cura del Presidente dell’Associazione regionale secondo le norme dettate dal presente Statuto sulla convocazione e quorum deliberativi degli organismi di cui al Titolo III Capo I.
  7. Il Comitato elegge al suo interno un Presidente, un VicePresidente, un Segretario, un  Tesoriere. Le cariche possono essere unificate, dietro approvazione del Consiglio Direttivo Regionale.
  8. I membri dei Comitati durano in carica 3 anni e sono rinnovabili.
  9. I Comitati fanno pervenire al Consiglio Direttivo regionale le proposte di finanziamento in linea con gli scopi dell'Associazione elencati nel presente Statuto per l’anno seguente.
  10. Essi hanno l’obbligo di presentare il bilancio consuntivo e preventivo che verrà discusso ed approvato dal Consiglio Direttivo dell’Associazione.
  11. I comitati territoriali non autonomi dal punto di vista giuridico/amministrativo, devono versare all’Associazione Regionale i fondi raccolti con le proprie iniziative di promozione e quelli derivanti dalle quote sociali, tolte le spese vive di gestione.
  12. I comitati che dispongono di autonomia giuridico/amministrativa devono contribuire alla gestione delle attività  mediante il versamento di una quota contributiva annuale che verrà stabilita da LIFC Lazio Onlus mediante delibera del Direttivo.
  13. Ogni Comitato può impegnare parte dei proventi annuali in iniziative proprie dirette, previa approvazione delle iniziative che intende intraprendere da parte del Consiglio Direttivo regionale.
  14. I Comitati convocano, almeno una volta all'anno nelle proprie sedi, un'Assemblea Provinciale dei Soci per renderli edotti dell'attività svolta, per raccogliere indicazioni per nuove iniziative e per l'approvazione del bilancio consuntivo e preventivo del Comitato stesso.

TITOLO III

IL SISTEMA ISTITUZIONALE

CAPO IV

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

ART. 25 - COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI: COMPOSIZIONE

  1. Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di 3 (tre) componenti, su nomina dell’Assemblea Generale.
  2. I componenti effettivi eleggono al loro interno un Presidente che deve essere iscritto al Registro dei Revisori Contabili istituito presso il Ministero della Giustizia o all’Albo dei Dottori Commercialisti.
  3. L'incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con qualsiasi altra carica nell’Associazione.
  4. Per la durata in carica e la rieleggibilità valgono le norme dettate nel presente Statuto per i componenti del Consiglio Direttivo Regionale.

 

ART. 26 - COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI: COMPITI

  1. Il Collegio cura la tenuta del libro delle adunanze dei Revisori dei Conti.
  2. Partecipa di diritto, nella persona del suo Presidente, alle adunanze dell'Assemblea e del Consiglio Direttivo Regionale, con facoltà di parola, ma senza diritto di voto.
  3. Verifica la regolare tenuta della contabilità dell’Associazione e dei relativi libri; dà parere sui bilanci; verifica la conformità allo Statuto ed alle finalità associative delle delibere e degli atti del Consiglio Direttivo Regionale, dell'Assemblea dei Soci e di tutti quegli organismi funzionali alla vita dell’Associazione; riferisce annualmente all’Assemblea con relazione scritta, firmata e distribuita agli associati.
  4. Esprime parere tecnico revisionale sugli atti di bilancio.

 

 

TITOLO IV

PATRIMONIO E RISORSE FINANZIARIE

 

ART. 27 – INDICAZIONE DELLE RISORSE

  1. Il patrimonio e le entrate della LIFC Lazio Onlus sono costituiti da:
    1. quote sociali individuali;
    2. contributi provenienti dai livelli organizzativi territoriali;
    3. contributi ricevuti da privati cittadini;
    4. contributi dello Stato, di Enti o di Istituzioni pubbliche o private;
    5. contributi di organismi internazionali;
    6. beni mobili e immobili acquisiti anche per effetto di liberalità e lasciti;
    7. rimborsi derivanti da attività convenzionate;
    8. attività commerciali e produttive di carattere marginale, eventualmente conseguiti dall’Associazione per il perseguimento o il supporto delle finalità istituzionali.
  2. I versamenti effettuati alla LIFC Lazio Onlus sono a fondo perduto; in nessuncaso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento della stessa o di estinzione per qualunque altra causa, può farsi luogo alla ripetizione di quanto versato alla LIFC Lazio Onlus.
  3. I versamenti non creano altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non creano quote di partecipazione trasmissibili a terzi né per successione a titolo particolare né per successione a titolo universale.
  4. I fondi sono depositati presso l’Istituto di credito stabilito dal Consiglio Direttivo Regionale.

 

ART. 28 – BILANCIO E AVANZI DI GESTIONE

  1. Gli esercizi dell'Associazione chiudono entro il 31 dicembre di ogni anno.
  2. Il Bilancio consuntivo dell'Associazione deve essere approvato entro il termine massimo del 30 aprile di ogni anno e comunque secondo le disposizioni di legge in vigore.
  3. E’ fatto espresso divieto di distribuire anche in modo indiretto utili, avanzi di gestione, fondi, riserve e\o capitale durante la vita dell’associazione a meno che la distribuzione o destinazione non sia imposta per legge o sia effettuata a favore di altra ONLUS che per legge, statuto o regolamento faccia parte della medesima ed unitaria struttura.
  4. Utili ed avanzi di gestione dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle direttamente connesse.

 

TITOLO V

DISPOSIZIONI FINALI

 

ART. 29 – DURATA DELL’ASSOCIAZIONE

La durata della Associazione è stabilita fino a tutto il 2100 (duemilacento). Essa potrà essere prorogata o anticipata con delibera dell'Assemblea Straordinaria.

 

ART. 30 - SCIOGLIMENTO

  1. L’associazione si scioglie:
    1. per il venire meno di tutti i soci;
    2. per l’impossibilità del conseguimento dello scopo sociale, ovvero per il conseguimento dello stesso;
    3. per delibera dell’Assemblea;
    4. per impossibilità di costituzione, rinnovazione e\o funzionamento dell’Organo Amministrativo.
  2. Lo scioglimento dell’Associazione può essere deliberato dall’Assemblea con la presenza della maggioranza degli associati ed il voto favorevole di almeno due terzi degli intervenuti in proprio e per delega.

ART. 31 - LIQUIDAZIONE

  1. In caso di scioglimento dell’Associazione saranno nominati i liquidatori, scelti anche fra i non soci, e si procederà alla liquidazione dell'ente secondo quanto sopra previsto e secondo le norme di Legge.
  2. Esperita la liquidazione di tutti i beni mobili ed immobili,  estinte le obbligazioni in essere, tutti i beni residui saranno devoluti, al fine di perseguire finalità di utilità generale, ad altre organizzazioni di volontariato operanti in analogo settore, salvo diversa destinazione stabilita dalla legge.

 

ART. 32 – CLAUSOLA COMPROMISSORIA

  1. Qualunque controversia sorga in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente Statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa al giudizio del Collegio Nazionale dei Garanti che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale.
  2. La determinazione del Collegio Nazionale dei Garanti avrà effetto di accordo direttamente raggiunto tra le parti.

 

Art. 33 - RINVIO

Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto o altrimenti stabilito si fa rinvio alle

leggi vigenti in materia e alle norme contenute nel libro I del Codice Civile ed in particolare alla L. 266/91, al D.Lgs. 460/97, alle leggi regionali.

 

 

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